L’utilizzo di Internet in aumento tra i giovani: le nuove prospettive

Negli ultimi anni, grazie alla crescita inarrestabile fatta registrare dalla tecnologia in diversi settori, si è abbassata notevolmente l’età in cui avviene il primo avvicinamento con la tecnologia stessa.

In particolare, si è ridotta quella della prima esperienza su internet. In base alle ultime statistiche è risultato come il 40,7% dei bambini navighi in rete appena compiuti i 6 anni o, comunque, entro i 10.

Se confrontata con quanto fatto registrare 5 anni prima, la percentuale attuale risulta doppia rispetto a quella precedente. Inoltre, non si tratta di contatti sporadici con internet, considerando che almeno 1 bambino su 10 compie l’operazione almeno una volta al giorno. Ovviamente, la percentuale aumenta al salire dell’età. Si arriva al 76,3% nell’età compresa tra gli 11 e i 14 anni; in questo caso, ad utilizzare tutti i giorni la rete è il 30%. Nella fascia tra i 15 e i 24 anni si supera l’85%.

I dati di Fondazione Ahref

Questi dati emergono da una specifica inchiesta condotta dalla Fondazione Ahref, denominata “Tecnologie per crescere”. Sempre dalla stessa ricerca è emerso come il 76% di chi può accedere ad Internet è contemporaneamente iscritto a Facebook. Anche in questo caso, le differenze rispetto a pochi anni fa sono piuttosto marcate. Nel 2012, ad esempio, la percentuale si fermava al 64%. Un dato di rilievo è anche quello che conferma come i ragazzi utilizzino i social network in modo maggiore rispetto agli adulti.

Ing Direct ha intuito, dopo aver esaminato i dati, che per il futuro è necessario proporre uno scenario educativo per l’uso corretto e consapevole di internet. Muovendosi in tale direzione ha deciso di lanciare un contest (denominato BitBumBam), che ha l’obiettivo di porre in risalto i prodotti improntati sull’imprenditoria tecnologica, soprattutto per far emergere piccole realtà.

L’utilizzo consapevole di Internet tra i giovani

Sempre in base a quanto rilevato dalla Fondazione Ahref, Internet non rappresenta uno strumento utilizzato dai più giovani unicamente per messaggiare con i propri amici attraverso i social network, oppure per giocare online. Una percentuale vicina al 42% degli intervistati conferma di usare regolarmente la rete per scambiare opinioni sui compiti e, in generale, informazioni di carattere scolastico. Ben il 32,4% trova in rete delle nozioni non presenti nei testi scolastici. Ancora più sorprendente è il fatto che il 23,9% dei ragazzi intervistati considera la rete come una specie di tutor, in grado di limitare i dubbi su determinati argomenti di studio.

I progetti migliori: uno sguardo sul futuro

La rete ha avuto il compito di selezionare i migliori 30 progetti, da portare in finale. Una giuria apposita ha selezionato le 3 idee più meritevoli. Ad avere questo riconoscimento sono state Le PinoParole, i Blocchetti Intelligenti e LimVTouch. Quest’ultima, nata in Lombardia, è riuscita a progettare un dispositivo portatile capace di trasformare qualunque superficie in una sorta di area touch.

In questo modo, è possibile rendere interattiva ogni attività svolta in ambito scolastico. Per quanto riguarda PinoParole, di origine laziale, si tratta di un’applicazione dedicata sia ai bambini di nazionalità straniera che ai piccoli che si trovano a dover convivere con dei disturbi del linguaggio. Infine, Blocchetti Intelligenti è stata concepita nelle Marche e consentirà agli utilizzatori di eseguire delle costruzioni “in stile Lego”.

A queste ultime possono essere poi applicati dei sensori che hanno la capacità di interagire, rendendo possibile una maggiore creatività. Queste 3 realtà finaliste si sono aggiudicate un contributo in denaro di 5mila euro cadauna, oltre ad un periodo di mentorship della durata di 2 mesi. Successivamente, verrà decretato il vincitore di 25mila euro (non in denaro, ma in beni e servizi), attraverso i quali i progettisti avranno la possibilità di finalizzare i progetti e di godere di 6 mesi di tutorship.

Su tutta l’operazione ha voluto rilasciare il suo parere Paolo Ferri, che agisce in qualità di docente di Teoria e Tecnica dei Nuovi Media presso l’Università di Milano Bicocca. Ferri ha voluto confermare l’importanza ormai assunta dalla cosiddetta cultura digitale, ritenuta fondamentale sia nell’ambito della famiglia che in quello della scuola. Questo non a discapito dei metodi tradizionali, ma solamente a loro integrazione, per dare maggiori possibilità ai giovani nel futuro prossimo.

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